Mind the STEM Gap a scuola

9 punti per sviluppare un approccio didattico inclusivo e paritetico

Il Manifesto esprime dei principi generali, che abbiamo declinato su scuola e famiglia. Qui trovi la versione dedicata a chi insegna e a tutte le figure che, a vario titolo, collaborano al progetto formativo che coinvolge bambine e bambini, ragazzi e ragazze.

Propone 9 punti chiave attraverso cui si possono contrastare gli stereotipi e le pratiche che ancora ostacolano un approccio paritario, che garantisca a ragazze e ragazzi uguali opportunità di accesso alle discipline scientifiche.

01
Linguaggio.

Gli educatori possono fare molto, scegliendo parole inclusive, che rendano visibile la presenza femminile anche in classe (il maschile non è neutro). Magari sottolineando le discriminazioni e gli stereotipi che proverbi ed espressioni tradizionali nascondono, a volte anche nei libri di testo: “Il papà lavora e legge”, “La mamma stira e cucina”.

02
Gli stereotipi sono costruzioni culturali potenti.

Vengono trasmessi di generazione in generazione e lavorano in modo inconscio. Per questo è necessario aiutare studenti e studentesse a riconoscerli, discuterli e superarli.

03
Sviluppare il pensiero critico.

Allenare la capacità di analizzare i fondamenti logici ed empirici di un’affermazione contrasta l’attivazione degli stereotipi, uno dei quali sostiene che i ragazzi siano più portati delle ragazze allo studio della matematica e della tecnologia.

04
Favorire gruppi di lavoro eterogenei.

Assegnare i ruoli a rotazione aiuta tutti ad acquisire sicurezza e fiducia in se stessi e nel gruppo: la leadership non è un fattore legato al genere, ma alle competenze.

05
Incoraggiare le ragazze a mettersi alla prova.

Affrontare test logico-matematici (tramite app o giochi digitali) aumenta nelle ragazze il senso di autoefficacia, cioè la sicurezza circa le proprie capacità. E aiuta a riequilibrare una disparità, visto che fin da piccoli i maschi tendono ad avere una percezione di competenza più elevata in ambito matematico e scientifico rispetto alle femmine.

06
La forza del sapere.

Agronoma, chimica, immunologa, neuroscienziata, geologa, biologa marina, ingegnere aerospaziale, informatica, architetta navale: in ambito scientifico ci sono tante appassionanti professioni, tra le più richieste dal mercato del lavoro. Offrire una panoramica ampia delle carriere e dei percorsi formativi STEM vuol dire aiutare le ragazze a immaginare con libertà il proprio futuro professionale, superando convenzioni e stereotipi.

07
Valorizzare i modelli femminili.

Un buon modo è favorire la partecipazione a laboratori ed esercitazioni di esperte nei vari campi STEM, e dare visibilità alle vite e ai contributi di scienziate e ricercatrici, riscoprendo innovatrici del passato troppo spesso dimenticate dai libri di testo e avvicinandosi a professioniste contemporanee a volte trascurate dai media.

08
Pianificare attività didattiche che aiutino a far emergere le differenze.

E che diano loro valore, puntando al successo del gruppo: competizione ma anche confronto e cooperazione.

09
Formazione continua!

Superare gli stereotipi e progettare una didattica più inclusiva, in grado di avvicinare le ragazze alla scienza è un lavoro difficile, su cui è utile confrontarsi anche all’interno degli organi collegiali.

Il Manifesto Mind the Stem Gap nasce nel 2021 per:

  • Superare la disparità di genere nel mondo STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics)

  • Divulgare il contributo delle donne alle discipline scientifiche

  • Promuovere un’educazione delle ragazze più inclusiva, libera da stereotipi e pregiudizi

  • Supportare la comunità educante, in famiglia e a scuola.

Mind the Stem Gap è un progetto di Fondazione Bracco.